Oggi neve e freddo. Gomme che scivolano sull’asfalto, aria immobile e ghiacciata. Un pomeriggio bloccata a casa ma non mi va proprio di andare a camminare nella neve, non oggi. Oggi sono ansia, ansia che ho cercato di scacciar via mettendo su quel film che sì, un po’ me l’ha fatta passare. E sotto il piumone, a metà fra sonno e veglia, ho pensato che anch’io come i protagonisti di quel film credo al destino, e sono quasi più brava di loro a sbagliare i tempi. Arrivo sempre troppo presto o troppo tardi. Ma non così tanto presto, né così tardi...eh no, che lì sarebbero capaci tutti. Arrivo giusto quel pizzico prima, o dopo, quel poco che basta esattamente a farmi rendere conto che per un filo ho perso l’occasione. Quella giusta. E così poi per recuperare faccio quasi sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato. Potrebbero fare un film sulla mia mancanza di tempismo. Sul come riesco a muovermi in perfetta armonia cosmica soltanto quando non ce n’è bisogno, quando sono sovrappensiero oppure quando non mi interessa nulla di quello che succederà.Perciò da adesso ho deciso che non mi frega niente di nulla, e che starò sulle mie care nuvole quanto più possibile. Così certamente, nel cercare quello che credo di volere, troverò quello di cui ho davvero bisogno.
Per una persona come me, innamorata delle cose nuove, delle storie che iniziano, delle emozioni delle prime volte, dell’elettricità che portano le cose quando nascono inaspettatamente...tutte queste fini lasciano un bel po’ di malinconia. Che ok, in autunno ci sta sempre bene, però...
E invece, quando da poco mi ero abituata alla fine di un’avventura che era iniziata tanti anni fa, a un po’ di persone che se ne sono andate lontano, probabilmente per non tornare più, ecco che ne arriva un’altra a dirmi che va via.
E’ una persona che conosco da pochi mesi, ma fin da subito con lui mi sono sentita come se ci conoscessimo da un sacco di tempo. E sono le persone che mi piacciono di più quelle che mi fanno quest’effetto. Oggi mi ha detto che va via e mi ha dato un bacio. Però aveva qualcosa di strano, strano quasi come quella cosa che ho trovato appesa alla targa della mia macchina oggi.
Oggi è una giornata un po’ così e mi sento triste, e ho nostalgia per tutto quello che c’era e che adesso non c’è più. Per quello che c’è adesso e un giorno non ci sarà più. E lo so che è poco saggio, e che ha ragione Niccolò Fabi quando dice che “non si vive solo di inizi, di situazioni da prima volta, quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora” ma io sono una da inizi, c’è poco da fare, e le fini mi mettono malinconia.
Ci sono periodi come questo in cui sento che tutto intorno a me sta morendo dolcemente. E’ una sensazione dolce e morbida come solo l’autunno sa essere. E ho voglia di spegnere le luci, tirarmi su la coperta fino al naso e lasciarmi accarezzare da una voce di velluto, almeno finché le rose non rifioriranno.
Ci sono giorni di pioggia che sono pioggia solo fuori, e in cui ogni goccia è una canzone. E sono canzoni che anche quando finiscono, restano appese addosso,accompagnandomi per un po’, e poi scivolano lente o evaporano proprio come le gocce di pioggia sul mio cappuccio.
Ci sono voci che non sentivo da tanto tempo, e che ora mi fanno un effetto strano.
Ci sono contatti che provocano scintille, e non sai mai quanto abbandonarti al fuoco o quanto allontanarti per poi riavvicinarti di nuovo e sentire che effetto fa un’altra scossa.
Ci sono situazioni che fanno ridere, ma quelle che fanno solo sorridere mi piacciono di più.
E poi ci sono io, che anche nel bel mezzo del frastuono e della confusione, è come se non ci fossi.
Che anche se rischio di andare fuori tempo, non riesco a non seguire quella musica che mi suona dentro, anche quando agli altri sembra stonata.
Secondo me il venerdì è verde. Non so come mai, ma per me i giorni hanno sempre avuto un colore. Il lunedì è grigio azzurro, il martedì rosso, mercoledì giallo arancio, giovedì marrone scuro quasi nero e domenica bianco. Il sabato invece proprio non me lo immagino colorato...non so...boh...forse sarò da internare ma proprio non riesco a vedere di che colore sia...però mi piacerebbe che fosse blu come questo cielo, che ora che ci penso l’ho fotografato proprio di sabato...mmmhhh


Ho sempre pensato che quando la mattina ti alzi col piede sbagliato, la giornata non potrà che andare male. Ed è quasi sempre stata così per me. Come apro gli occhi mi rendo conto di che tipo di giornata potrà essere.
Stamattina mi sono alzata storta, per colpa dell’ennesimo sogno agitato del periodo e per le questioni irrisolte che mi girano per la testa.
Ma se c’è una cosa che mi piace è essere smentita e possibilmente essere stupita.
E mentre assonnata e incavolata camminavo veloce in salita e in ritardo ancora più del solito, qualcuno è riuscito a farmi ridere…e in quel momento riuscire a farmi ridere non era mica facile eh. Poi, appena varcata la soglia del portone dove lavoro, quel gruppo di pazzi che lavora con me mi ha fatto fare un’altra bella risata, dev’essere stata l’atmosfera da penultimo giorno di scuola che ha fatto la magia. Sì, perché se c’è un momento magico, è proprio quella frazione di attimo subito prima che ti scappi da ridere…non so perché, ma è così. E a me i piccoli momenti magici piacciono un sacco.
Così, per una bella giornata che era cominciata male, voglio ringraziare quel branco di pazzi che mi fa sempre ridere, ma soprattutto un pacchetto di sigarette lanciato nella spazzatura, che inaspettatamente è caduto fuori da dove doveva finire.